IL Miele – Carlo Amodeo

logo1Alcuni alimenti entrano nelle nostre case e vengono relegati a semplici automatismi, provate ad esempio a pensare al sale e al pepe. Spesso non ci curiamo della loro qualità perchè tanto: “ce ne va poco”, “sono tutti uguali”, oppure perchè gli stessi articoli classificati “d’eccellenza” costano sensibilmente di più.
Credo che anche per il miele possa valere la stessa regola, ho provato diversi mieli, di svariate zone d’Italia, ma li ho trovati sempre abbastanza anonimi, i profili organolettici delle varie schede tecniche prospettavano ventagli aromatici immediatamente tramontati all’apertura del vasetto. Ho accettato la questione passivamente perchè comunque non rappresentava mai l’elemento fondamentale di un pasto, era un “contorno” che purtroppo non meritava una ricerca più approfondita.
Questo finchè non mi ha incuriosito la storia di Carlo Amodeo, apicoltore in Sicilia che da circa vent’anni lavora per la salvaguardia dell’ape sicula, opera giustamente premiata dal Presidio Slow Food.
Come sempre mi sono documentato e ho poi acquistato tre mieli: eucalipto, cardo e carrubo. Le aspettative erano molto alte viste le piacevoli descrizioni presentate.
Una volta ricevuti confesso di essere stato molto colpito dall’eucalipto e dal carrubo e meno dal cardo che mi è sembrato “normale”. Purtroppo però ho applicato a questo prodotto lo stesso approccio che normalmente si usa per il vino: dal più esile al più potente. Per caso invece un giorno ho invertito l’ordine (spero di aver fatto bene) e fu così che il cardo esplose in un campo fiorito sotto il mio naso, avete presente quel profumo che è impossbile non immaginare guardando i quadri di Monet?
L’eucalipto mi ha conquistato con il gusto che ricorda molto il profumo della cera vergine, intenso ma non stucchevole.
Il carrubo invece lo considero come un vino d’annata, di difficilissima produzione essendo un miele invernale, racchiude la complessità aromatica tipica degli ingredienti siciliani. Prodotti che maturano in una terra opulenta che conferisce loro profumi, fragranza e gusto inarrivabili per gran parte delle altre regioni italiane. Il gusto iniziale rimanda al tipico frutto per poi spostarsi su caramella toffee, sentori di liquirizia, caffè e frutta secca.

Caratteristiche peculiari dell’ape sicula prese direttamente dal sito del produttore:
* L’ape sicula ha una maggiore varianza genetica rispetto ad ogni altra sottospecie di ape mellifera Europea, ciò è dovuto alle sue origini Africane. Per varianza genetica si intende un maggior numero di geni che garantiscono una maggiore reattività rispetto ad ogni possibile problematica.

* Sviluppo precoce della covata anche 8 o 9 telaini tra dicembre e gennaio, ciò consente di avere api giovani, quindi maggiore durata e dinamicità rispetto alla ligustica ed altre api nordiche, che hanno il blocco di covata invernale.

* Ape richiesta dai serricoltori per l’impollinazione delle colture protette (angurie, cantalupi, fragole ecc..) essendo nella sua rusticità attiva e funzionale nelle situazioni estreme dei tunnels, nei quali dagli 0° gradi della notte possono seguire i 40° gradi del giorno.

* È dimostrato che in ogni alveare soltanto un’esigua parte delle api esce a bottinare e di queste soltanto il 20% circa raccoglie il polline e quindi solo queste sono in grado di impollinare il fiore. Essendo il polline necessario al sostentamento della covata ed avendo l’Ape sicula abbondante covata tutto l’anno, molte più api vengono impiegate per la raccolta del polline, ciò comporta che a parità di bottinatrici le Api sicule riescono ad impollinare superfici maggiori di colture.

* L’Ape sicula ha consumi di miele molto ridotti, ciò consente a parità di scorte di miele una maggiore probabilità di sopravvivenza del cassettino.

* Forte capacità di autodifesa, in venticinque anni di lavoro con l’ape sicula e con la sicula f1 non mi è mai successo che un’arnia o un nucleo con regina si lasciassero saccheggiare.

Per tutto le altre informazioni Vi rimando al sito http://amodeocarlo.com

Un plauso infine al servizio sempre eccelso del negozio online Olico.it!

2 pensieri riguardo “IL Miele – Carlo Amodeo

    1. Ciao Roberto, assaggiai il miele di melata diversi anni fa e secondo me sta diventando un po’ di “moda”.
      Il gusto è molto diverso e più vicino a quello del classico miele rispetto all’iniziale. Ho come l’impressione che venga tagliata con del miele d’api.

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